Caratteristiche distintive della tassazione alle Canarie

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Le isole Canarie fanno parte dell’Unione Europea, ma essendo considerate “Regione Ultra-periferica” sono soggette ad unatassazione minore rispetto alle altre regioni della Spagna.

Esse comprendono Lanzarote, Gran Canaria, La Palma, Fuerteventura, El Hierro e La Gomera.

Contrariamente a quanto si pensa, le Canarie non sono “Paradisi fiscali” e nè sono, quindi, inserite in una black list della Guardia di Finanza per i controlli tributari.

Si tratta semplicemente di zone dichiarate a statuto speciale per agevolarne lo sviluppo economico.

Il Regime Economico e Fiscale (REF) delle isole ha infatti lo scopo di incentivare la tassazione al fine di promuovere l’area comecentro di affari internazionali dell’Unione Europea.

Sembra tutto molto interessante, ricordiamo però che per usufruire di tali vantaggi occorre necessariamente avere laresidenza fiscale alle Canarie.

Avere la residenza fiscale alle Canarie significa avere dimora abituale in tale zona oppure trascorrere più di 183 giorni all’anno.

 

IGIC: Vantaggi della fatturazione alle Canarie

 

Le isole Canarie fanno parte dell’Unione Europea, tuttavia l’IVA non è dovuta in quanto è considerata extra CEE. (Come per gli USA, l’india e i paesi extra-Europei)

Quindi, in uscita non dovremo mai emettere IVA, nè un qualsiasi fornitore che ci venderà delle merci potrà mai addebitarcela.

E’ comunque presente un’imposta, l’IGIC, che funziona in modo simile all’IVA.

Concretamente, non si parla di una vera imposta sul valore aggiunto.

L’IGIC, ovvero l’Imposta Generale Indiretta presenta un’aliquota pari a:

  • 0% per l’acquisto o l’utilizzo di specifici beni e di primissima necessità (acqua, salute, svolgimento di ricerche e sviluppo)
  • Esenzione per alcune tipologie di investimento
  • 7% per i beni e servizi ordinari (beni comuni)
  • 13% per i beni considerati di lusso.

In conclusione, è presente un unico caso in cui nella fattura emetteremo l’IGIC, ossia nella situazione dei liberi professionisti e di tutti coloro che non vendono beni e chi usufruisce del servizio è il consumatore finale.



In tal caso l’aliquota è pari al 7%.

 

Come si pagano le tasse alle Canarie

 

  • I lavoratori autonomi

Per quanto riguarda gli autonomi, essi riceveranno ogni 3 mesi una dichiarazione del periodo di imposta e pagheranno forfettariamente una aliquota del 20%.

Alla fine dell’anno verranno svolti i conti in maniera precisa grazie alla dichiarazione dei redditi e si pagherà la differenza o si chiederà il rimborso.

 

  • Le società

Il reale decreto del 22 febbraio 2013 garantisce che per tutte le società in attivo a bilancio consuntivo, sia prevista per i primi 2 anni un’aliquota del 15%.

Una volta superati i primi 2 anni, l’aliquota salirà al 25%, che è quella prevista per tutto il territorio spagnolo.

La caratteristica del regime agevolato alle Canarie entra però in gioco con il RIC, ovvero la riserva per gli investimenti alle Canarie.

 

RIC: Che cos’è e come funziona

 

La riserva per gli investimenti è una vera e propria riserva che consente di accantonare una parte dell’utile societario alla fine dell’esercizio, .

E’ possibile accantonare a riserva fino al 90% degli utili, al fine di reinvestirli.

Si ha tempo 5 anni per reinvestirlo.

Questa riserva non viene tassata, il che significa che pagheremo, per i primi 2 anni, solo il 15% sul nostro 10% di utili.

 

DIC: Cos’è e come funziona

 

La deduzione sugli investimenti alle Canarie agisce sull’imposta.

Grazie a questa opportunità una società potrà accantonare fino ad un terzo delle imposte da pagare.

Il DIC funziona allo stesso modo del RIC e ci permette di pagare solamente 2/3 delle imposte.

 

Fonte: canarieconsulting.com